Descrizione
Una montagna emerge dalla nebbia come un’apparizione geologica. Monica Taglietti cattura la Roda di Vaèl, imponente formazione dolomitica nel gruppo del Catinaccio, avvolta in vapori che ne dissolvono i contorni superiori mentre la base rocciosa rimane nitida e presente. Un sentiero serpeggia tra pietraie e resti di neve, conducendo lo sguardo verso il rifugio appena visibile ai piedi della parete, piccolo presidio umano in un paesaggio di pietra e nebbia.
Il bianco e nero monocromatico esalta la matericità della roccia e la fluidità evanescente delle nuvole: la montagna si rivela e si nasconde, solida nella sua base ma quasi immateriale nella vetta che svanisce nel grigio del cielo. La composizione verticale enfatizza lo slancio della formazione rocciosa, mentre il sentiero crea una linea diagonale che porta l’occhio in profondità, invitando all’attraversamento del paesaggio.
Questa fotografia appartiene alla ricerca di Monica sulla montagna come spazio di transitorietà: è la cattura di un momento atmosferico irripetibile, quando la nebbia trasforma le Dolomiti in un luogo sospeso tra realtà e visione. Il paesaggio alpino diventa qui meditazione sul limite, sulla presenza e l’assenza, sulla capacità della natura di manifestarsi e sottrarsi allo sguardo nello stesso istante.





