Descrizione
Angela Bello esplora, in La solitudine dei demoni, le atmosfere liminali degli interni di un autobus in movimento, lo stesso non luogo rappresentato nell’opera gemella La solitudine degli angeli. In quest’opera l’attenzione viene posta sulle ombre, intese come microcosmi inconoscibili che celano la parte più profonda dell’esistenza umana.
Il processo creativo si articola a partire dalla definizione delle luci, per poi espandersi nella gradazione delle ombre, dipinte meticolosamente per essere successivamente corrose e disciolte attraverso l’applicazione di un diluente sulla pittura fresca. Questo gesto di costruzione e decostruzione simultanea riflette la fragile contingenza della vita umana.
La corrosione diventa metafora dell’impossibilità di descrivere ciò che non si vede: le ombre territori ignoti e indescrivibili.



