Descrizione
Terre Immaginate è un atlante pittorico che traccia il confine sfumato tra il reale e l’immaginario. Come Ulisse nel suo avventuroso viaggio di ritorno a Itaca, Barbara Pastorino ci guida attraverso territori che esistono e terre che viviamo solo nella fantasia: Troia e la Sicilia si fondono con Ogigia e le desolate terre dei Ciclopi, creando una geografia emotiva dove ogni colore è un approdo, ogni stratificazione una storia.
La superficie dell’opera si configura come un paesaggio visto dall’alto, una carta nautica cancellata dal tempo e riscritta dalla memoria. Azzurri profondi evocano i mari navigati dall’eroe omerico, mentre violetti e magenta ci trasportano nelle dimensioni oniriche delle isole incantate. Sabbie dorate e terre d’ombra ancorano la composizione alla concretezza della geografia reale, ma è proprio nella loro fusione con i blu celesti e i grigi nebbiosi che accade la magia: il confine tra ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere si dissolve.
Le texture materiche riflettono la stratificazione della narrazione omerica: ogni pennellata è un’avventura, ogni pigmento un incontro, ogni sovrapposizione cromatica un ricordo che si sovrappone a un altro. Terre Immaginate è un’opera che parla di viaggio come metafora esistenziale.




