Descrizione
L’isola di Calipso è un viaggio visivo in mezzo al mare, dove il tempo si ferma e la realtà si dissolve tra strati di turchese, verde smeraldo e oro. Come l’isola di Ogigia descritta nell’Odissea – remota, mitica, fuori dal tempo – quest’opera ci trasporta in uno spazio sospeso tra memoria e desiderio.
La superficie pittorica si costruisce attraverso stratificazioni materiche di acrilico e pigmenti che evocano la natura rigogliosa dell’isola: i boschi sacri che si riflettono nelle sorgenti, la grotta misteriosa di Calipso, il mare che nasconde e rivela. Il nome stesso della ninfa, dal greco kalýpto (καλύπτω, “nascondere”), trova la sua traduzione in questa composizione dove forme emergono e si celano, dove il colore copre e scopre, dove ogni strato nasconde un altro mondo sottostante.
I toni dominanti di turchese e verde acqua – ora trasparenti, ora densi e opachi – dialogano con tocchi di rosa antico, oro e grigio fumo, creando una tensione cromatica che riflette la dualità dell’isola: paradiso e prigione, rifugio e isolamento. Le texture materiche invitano lo sguardo a perdersi come Ulisse si perse per sette anni in quel luogo incantato e senza via d’uscita.
Ogni pennellata è un’onda che cancella e riscrive la storia, ogni sovrapposizione di colore è un giorno che passa nell’eternità di Ogigia. L’isola di Calipso riassume al meglio la ricerca artistica di Barbara Pastorino, che esplora attraverso l’astrazione gli antichi miti classici.




