Velimna
“Esploro l’identità femminile in chiave surreale, attraversando simboli come l’ archetipo lunare e il grembo come spazio simbolico di trasformazione.”
Velimna
Velimna è il nome d’arte di Valeria Cipolli, nata a Livorno nel 1984. Lo pseudonimo non è una scelta casuale: è un omaggio alle radici etrusche della sua terra, tratto dal nome di un autorevole personaggio etrusco, Arnth Velimna. “Etrusca della costa” è come ama definirsi – e quella definizione dice già tutto di un’artista che porta nel suo lavoro la profondità arcaica di una civiltà che sapeva tenere insieme immagine, parola e simbolo.
Scrive fin da bambina: a dodici anni ha consegnato ai suoi insegnanti il primo libriccino di venti pagine. Dopo il liceo classico si laurea in lingue e letterature straniere con una tesi sulla contaminazione dei linguaggi nell’opera di Virginia Woolf – un percorso di formazione che anticipa perfettamente ciò che sarà la sua ricerca: un movimento continuo tra parola e pittura, tra poesia e immagine, senza che l’una prevalga sull’altra.
La passione per la pittura, coltivata fin da piccola nei ritratti a carboncino, sfocia nel surrealismo dei “Surritratti” — opere in cui il femminile viene indagato attraverso un immaginario onirico e simbolico. Le protagoniste sono le “Fanusie”, donne bianche immerse in mondi onirici, accompagnate dai “Truscoli”, piccoli esseri dal fascino orientale. Nei suoi dipinti ricorrono elementi simbolici ricorrenti – bicchieri, tazze, strumenti musicali e colli che diventano il fulcro della narrazione, formati da oggetti, fiori o altri elementi evocativi – in uno stile che il critico d’arte Plinio Perilli ha definito una forma di pittura visionaria capace di ricrearsi all’infinito.
Sul versante letterario, vince il Premio Giovane Holden e successivamente il Premio Letterario Nazionale Teatro Aurelio di Roma con Abrapalabra, raccolta poetica finalista al Premio Strega Poesia 2024 – un piccolo dizionario magico in cui ogni parola viene tradotta nel suo corrispettivo poetico, dove il linguaggio si fa incantesimo. Alla Biennale di Firenze presenta le collezioni Lunazioni e Malterità, confermando una presenza consolidata nel panorama dell’arte contemporanea italiana.
Velimna è una pendolare tra parole e colori, come lei stessa si definisce. Una voce che esplora l’identità femminile in chiave surreale, attraverso l’archetipo lunare e il grembo come spazio simbolico di trasformazione.
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