Descrizione
Una donna è sdraiata contro il tronco di un albero antico, gli occhi chiusi, le guance rosse. Soffia bolle di sapone verso l’alto – e le bolle salgono, si moltiplicano, fluttuano in un bosco verde e profondo che non appartiene a nessuna geografia reale. Il suo grembo è la bolla più grande: trasparente, perfetta, che contiene al suo interno il riflesso capovolto del bosco stesso. Come se il corpo della donna fosse il luogo dove il sogno si genera, prende forma, e poi si stacca e vola.
La Soffiatrice di Sogni è un Surritratto nel senso più pieno della poetica di Velimna: un’opera che usa il femminile come territorio simbolico, non come soggetto decorativo. Il grembo non è raffigurato anatomicamente ma metaforicamente – è una bolla onirica, fragile e mutevole. Ogni bolla che sale è un pensiero che si libera, o forse un desiderio che si allontana.
La tecnica mista – acrilico su tela con inserti decorativi, visibili nei piccoli punti luminosi tra i capelli – aggiunge alla superficie pittorica una dimensione tattile e preziosa, quasi gioielleria applicata alla pittura. Il verde domina incontrastato: è il verde del bosco, del sogno, del femminile che cresce. È una cromia che avvolge.
Un’opera per chi crede che i sogni abbiano una forma fisica, e che quella forma sia fragile, bellissima, e duri esattamente il tempo di un respiro.




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