Descrizione
È inginocchiata. Il rosso brucia tutto intorno, simbolo di rabbia e urgenza. Eppure dalle labbra della figura femminile esce solo bianco: un soffio di fumo che diventa colomba, sale e si libera. Le mani giunte e gli occhi socchiusi sono il segno di una grande concentrazione. Il turbante bianco avvolge la testa con la solennità di un velo sacro, che scende fino a terra.
Habemus Pacem è un Surritratto sul conflitto interiore – non quello tra popoli o nazioni, ma quello che si combatte dentro ogni essere umano che ha imparato a trasformare la rabbia in gesto di pace e perdono. Il grembo è qui un antico elmo di un’armatura medievale, emblema della disputa. È il corpo che porta i segni dello scarto emotivo tra ciò che si è vissuto e ciò che si sceglie di offrire. Attorno ai piedi, papaveri rossi: bellezza che cresce dove c’è stato dolore.
Velimna costruisce questa figura con grande padronanza tecnica – la resa della pelle, il drappeggio del tessuto, l’evanescenza della nuvola bianca – e la colloca su uno sfondo rosso, che non è decorativo ma emotivo. È la temperatura di chi ha attraversato il fuoco e ha scelto, nonostante tutto, di soffiare una colomba.
Un’opera di grande formato e grande presenza.




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