Descrizione
Due figure femminili identiche si specchiano e si fondono in una composizione simmetrica che richiama visivamente la struttura stessa delle tavole di Rorschach. Il blu intenso avvolge i corpi in un’unica tonalità emotiva, mentre la simmetria perfetta crea un’immagine che oscilla tra il reale e il visionario, tra l’identità individuale e il suo riflesso.
Amata nasce dalla Tavola V del Test di Rorschach, nota come la “tavola della realtà”: quella in cui il soggetto è chiamato a confrontarsi con una “realtà indiscutibile”, a strutturare un senso della verità che fa appello all’idealismo del Super-Io. Grasso trasforma questo incontro con il reale in un’immagine di doppio e metamorfosi: i due corpi, riflessi l’uno nell’altro, evocano la falena Amata – figura simbolica di trasformazione e rinascita – che dalla Tavola V prende forma e significato.
La composizione è costruita sull’asse verticale della simmetria: in alto i corpi si intrecciano in un groviglio di mani e gambe che ricorda le ali aperte di un insetto in volo, mentre in basso i due volti si fronteggiano in uno sguardo che è al tempo stesso incontro con l’altro e confronto con sé stessi. Le mani, portate al petto in un gesto raccolto e sospeso, suggeriscono la delicatezza di chi tiene qualcosa di prezioso tra le dita – forse l’identità stessa, forse la possibilità di trasformarsi.
Il titolo Amata carica l’opera di una dimensione affettiva precisa: non si tratta solo di metamorfosi biologica, ma di una trasformazione che passa attraverso il riconoscimento, l’essere visti e amati. Come nella falena che si trasforma, il cambiamento non è mai solitario: avviene sempre nel confronto con un altro – reale o immaginato – che ci riflette e ci restituisce a noi stessi.



