Nell’Udienza Generale del 20/09/1978, Papa Giovanni Paolo I definisce la Iucunditas come la capacità di convertire in un sorridere giocondo la nostra reazione alle avversità. Come già notato da San Tommaso d’Aquino e da Sant’Agostino la Iucunditas, in accordo con la “lieta novella”, sconfigge il pessimismo. Forse la Virtù più complessa e più squisitamente religiosa. Come rappresentare la pura gioia, senza scivolare nell’elogio dell’ebete inconsapevolezza? Tanto più in un quadro che idealmente si posiziona sopra “L’Angelo di Fuoco: la vendetta di Prokof’ev” © Agostino Bergo (2022), rappresentandone la sublimazione? “Iucunditas” © Agostino Bergo (2024) è dominata dal colore giallo, in particolare nella tonalità dell’oro iridescente dell’alba descritto ne “Il tempo primaverile del ghiaccio” di B. Pasternak. Dalla Resurrezione del corpo fisico della Renata di Prokof’ev, mortificato in vita, si passa all’apogeo di una femminilità che è pura, avvolgente e omnicomprensiva gioia. Carica di tutte le speranze e dei sogni della nuova alba dell’Est, quest’Allegoria è contemporaneamente donna pienamente sbocciata (nelle forme) e innocentemente infantile in una posa quasi di gioco. Nessun rancore o vendetta per i torti subiti ma giocosità in comunione con la Vera Gioia che è solo trascendente.
Informazioni aggiuntive
| Dimensioni | 40 × 40 cm |
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| Autore | Agostino Bergo |
