Descrizione
C’è un momento, tornando a casa, in cui si sceglie la strada più lunga, per lasciare che il pensiero si dispieghi, che il respiro torni, che il rumore della giornata si depositi. Fabrizio Bellanca ha trovato quel momento e lo ha fissato su alluminio. Take the long way home ritrae un vialone alberato, con i tronchi che si alzano verticali, quasi architettonici nella loro seriale ripetizione – e tra di essi l’alluminio spazzolato a mano affiora come luce filtrata, come cielo che si apre tra i rami: è la superficie stessa del metallo che respira, che riflette, che si fa paesaggio.
Bellanca sovrappone gli inchiostri da stampa ai colori per vetro con la gestualità di chi conosce il materiale nel profondo: il rosso cadmio sfuma nel carminio, il nero dei tronchi si apre in segni sottili che ricordano la grafia del Dremel sull’acciaio — quella tecnica che ha rivoluzionato la sua ricerca a partire dal 2004.
In basso, quasi invisibili, alcune figure umane camminano sotto i rami: qui è la natura ad avere proporzioni monumentali, e l’uomo torna ad essere quello che è, un passante sotto le volte di un viale che esiste da prima di lui e durerà dopo.





