Descrizione
Al centro della composizione, una creatura ibrida e plurale occupa lo spazio con la sicurezza di chi abita il mito: parte cigno, parte araldo, parte macchina teatrale. Il suo collo si piega in un arco dorato e rosso sangue che abbraccia tre figure incoroniate – parte buffone, parte divinità, parte bambola meccanica – con occhi giallo oro fissi su una direzione invisibile. Le loro gambe sottili, da manichino, poggiano su piedistalli dorati.
Lo sfondo acquarellato in turchese è punteggiato da stelle, mentre una cornice a doppio filo separa questa scena dal mondo esterno come si separa un sogno dalla veglia.
L’opera dialoga direttamente con i temi dei Corpi teatrali – manichini, vesti, strutture del femminile -caricandoli di una tensione esoterica nuova. I tre esseri incoronati evocano la triade Cielo-Terra-Uomo descritta da Guénon: co-presenti in un unico corpo che è già tutto il tempo.



