Descrizione
C’è un anno che Virginia Gerri ricorda per la neve – tanta, più di quanto la città fosse abituata a ricevere. A Villa Borromeo ad Arcore tutto era sommerso, silenzioso, uniforme. Tutto tranne la balaustra: il ferro battuto emergeva dalla coltre bianca con i suoi riccioli, le sue volute, i suoi dettagli ornamentali che la neve non riusciva a cancellare – anzi, li esaltava.
Virginia ha sollevato la macchina fotografica e ha fermato quell’istante. Il risultato è un’immagine che sembra un ricamo, una testiera di letto con una coperta soffice, un disegno di merletto posato sulla neve. Il cielo grigio piatto fa da sfondo neutro, togliendo ogni riferimento spaziale e temporale: rimane solo il ferro, la neve, e quella delicatezza silenziosa che – come dice lei stessa – richiama il rumore della neve quando tocca la neve.
Uno scatto tecnico nella sua precisione – 21mm, f5.6, iso100, 1/100s – ma profondamente emotivo nella sua resa. Un’immagine che conosce il valore del silenzio.




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