Corpus Hominis è un’opera d’arte contemporanea di Federica Sutti, in arte Fè, che riflette sul rapporto tra sacro, corpo umano e inquinamento ambientale. L’artista realizza una serie di ostie create seguendo la ricetta tradizionale del rito cattolico, ma “arricchite” con una miscela di micro e macroplastiche.
Nella religione cristiana l’ostia rappresenta il Corpus Christi, il corpo di Cristo. In questa reinterpretazione simbolica, l’opera sovverte il significato originario: l’ostia diventa metafora del corpo umano contaminato dai rifiuti plastici che esso stesso produce.
Attraverso un linguaggio pop-concettuale e provocatorio, Corpus Hominis invita alla riflessione sul rapporto tra fede, materia e responsabilità collettiva. Le microplastiche, ormai presenti in ogni parte del corpo — dai polmoni al sangue, dalla placenta al latte materno — diventano segno tangibile della crisi ecologica contemporanea e della perdita di purezza del “sacro”.
Quest’opera si inserisce nel percorso di ricerca dedicato all’arte e sostenibilità ambientale, ponendo una domanda urgente: quanto del nostro progresso ha compromesso la nostra stessa natura?






