Descrizione
Un’agave emerge dal paesaggio come simbolo silenzioso di resistenza. La pianta, radicata nella terra calda del Mediterraneo, si staglia contro un cielo liquido dove azzurri e grigi si fondono in strati di memoria. Chiara Fronterré lavora la carta con pigmento e grafite su tessuto, creando una superficie materica che respira fragilità e forza insieme. Le foglie appuntite dell’agave, protagoniste di questa composizione quadrata, parlano di sopravvivenza, di attesa, di quella capacità straordinaria di fiorire una sola volta dopo decenni di silenzio. Un’opera che celebra la bellezza nascosta nella vulnerabilità, dove il paesaggio naturale diventa metafora dell’anima e della sua ostinata capacità di rinascere.



