Elisa Cella, 05-TS02

1.250,00 

Olio su cartone telato di Elisa Cella del 2005 che misura 50×35 cm. Opera storica del 2005, testimonianza della fase iniziale della ricerca di Elisa Cella quando iniziava a esplorare la rappresentazione fisica delle emozioni attraverso il suo alfabeto visivo. Opera unica con cornice.

Come scrive l’artista: “Disegno e dipingo sineddoticamente la crisi che può derivare quando il sistema complesso corpo-emozioni s’inceppa, non riconosce i suoi stessi segnali, li mistifica.” Il desiderio qui rappresentato è quello che non trova sbocco, che resta intrappolato nel corpo e lo trasforma in torcia vivente.

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Descrizione

Una silhouette di busto e testa fiammeggia in rosso carminio contro lo sfondo bianco. Il contorno del corpo non è definito da una linea netta ma da lingue di fuoco che si irradiano verso l’esterno, come se il calore interno stesse consumando i confini della figura. All’interno della forma, migliaia di cerchi rossi tracciati a mano – alcuni più grandi, altri minuscoli – creano texture e profondità, suggerendo cellule incandescenti, pelle in ebollizione, energia che pulsa.

05-TS02 appartiene alla serie Topologia Sensoriale e in particolare ai lavori sul desiderio inappagato e potente, che avvolge il corpo come un involucro di fiamme. Elisa Cella parte dalla convinzione che l’emozione coincida con il luogo fisico dell’emozione: il corpo dialoga con sé stesso attraverso sensazioni che qui diventano visibili, tangibili, quasi dolorose nella loro intensità cromatica.

Il desiderio è rappresentato come un fuoco che irradia. Le fiamme che delineano la figura sono strutturali: il corpo letteralmente brucia, si dissolve nei suoi stessi bordi. I cerchi interni – modulo ossessivo che caratterizza tutta la ricerca dell’artista – evocano bollicine, punti di ebollizione, zone erogene attivate. La monocromia rossa amplifica l’intensità.

La composizione centrale e verticale enfatizza la presenza fisica della figura, mentre lo sfondo bianco immacolato fa esplodere per contrasto il rosso ardente. Ogni cerchio è tracciato a mano libera con pazienza maniacale, creando quella texture organica e imperfetta che conferisce umanità alla rappresentazione astratta dell’emozione.